Il mais padano alla prova del cambiamento

Unimer al centro di un modello agronomico rigenerativo che coniuga produttività e sostenibilità ambientale

La Pianura Padana offre al mais condizioni di crescita ideali: suoli profondi e fertili, abbondanza d’acqua, primavere miti ed estati calde. Non a caso, questa coltura è tra le più diffuse nella regione, per la produzione di granella per uso alimentare e zootecnico, sostenuta anche dalla presenza di numerosi allevamenti che ne richiedono ingenti quantità di foraggio.

Nel tempo, il mais è diventato molto più di una semplice coltura: è oggi un elemento cardine che connette agronomia, zootecnia e industria agroalimentare, contribuendo a plasmare il paesaggio agricolo della regione più produttiva d’Italia.

Tuttavia, negli ultimi vent’anni, la maiscoltura italiana ha subito una contrazione significativa delle superfici coltivate, con una riduzione che ha interessato sia il mais da granella sia il mais da insilato. La Pianura Padana ha registrato, di conseguenza, riduzioni nette dovute a un mix di fattori economici, politici e agronomici.

Per approfondire come Unimer partecipa al modello agronomico rigenerativo, leggi l’articolo completo su Terraevita seguendo questo link

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