Il processo di umificazione SIAPOR permette di raggiungere i seguenti obiettivi:
FASE BIO-OSSIDATIVA
Dal buon avvio di questa fase dipende la profonda trasformazione della sostanza organica di partenza che porta alla formazione dei precursori degli acidi umici.
La sostanza organica labile, costituita da proteine, carboidrati (cellulose ed emicellulose) e lignina, viene decomposta dai microrganismi che traggono energia per riprodursi dai composti organici del carbonio e dall'azoto proteico. Da queste profonde trasformazioni si originano composti fenolici, chinonici e altri componenti delle sostanze umiche.
In questa fase iniziale, che dura circa una settimana, per azione dell'ossigeno attraverso rivoltamenti ed insufflazioni di aria nella massa, si ha un repentino innalzamento della temperatura necessaria per sanitizzare il prodotto. La massa, inoltre, si disidrata gradualmente da 60 a 45 punti percentuali con un sensibile calo di volume e di peso e la progressiva formazione di sostanze umiche e umo-simili.
MATURAZIONE (RESINTESI BIOLOGICA)
In questo periodo nella massa, attraverso processi di resintesi e di polimerizzazione, si ha la formazione di sostanze umiche.
In questa fase le componenti aromatiche, fenoliche, chinoniche e organiche azotate danno luogo alla stabilizzazione con la resintesi biologica. I fenoli e i chinoni reagendo con le proteine danno luogo a composti di maggior peso molecolare: acidi umici e fulvici ricchi di gruppi funzionali carbossilici, fenolici, chetonici, alcolici fondamentali per chelare e complessare gli elementi nutritivi minerali.
In questa fase, della durata di oltre 3 mesi, le temperature calano lentamente creando le condizioni favorevoli all’umificazione vera e propria. Al termine la matrice organica umificata, è pronta per la vagliatura, operazione che determina un condizionamento fisico necessario per favorire la successiva valida miscelazione e reazione delle frazioni organiche e minerali.
REAZIONE
Nel reattore, dopo una accurata pesatura, avviene la miscelazione delle frazioni organiche e minerali. L'efficacia del processo si basa sulle proprietà delle sostanze umiche di combinarsi in modo efficiente e stabile con le unità minerali. In questa fase la massa perde ulteriormente umidità dal 45% al 25%. Il complesso umo-minerale appena formato viene avviato alla fase di pellettatura.
PELLETTAZIONE
La pellettazione è l'ultima fase del processo di produzione, fondamentale per un ottimale condizionamento del pellet ed il relativo stato fisico idoneo allo stoccaggio, la distribuzione in campo e alla migliore trasformazione nel terreno.
Con le innovazioni apportate agli organi dell'apparato di pressatura (trafile) è stato possibile migliorare sensibilmente il nuovo pellet nei diversi aspetti.
Tutto ciò ha portato all’otteni-mento di un pellet di dimensioni sensibilmente ridotte (3,8 mm di diametro e 5 mm di lunghezza) più compatto e scorrevole.
Dunque il processo di formazione del pellet dà luogo ad una interazione fisica fondamentale per conseguire una maggiore stabilizzazione dei complessi ed una migliore omogeneizzazione e amalgama delle frazioni.
Il processo di estrusione a freddo dalle stesse trafile ed il taglio del materiale pressato ad opera delle lame rotanti termina l’operazione
di pellettazione.
Infine, il micropellet formato viene inviato al forno per essere sottoposto all'ultima disidratazione a bassa temperatura 60° C fino a portare l'umidità del prodotto a 10-12 %.
Nel micropellet, grazie alle caratteristiche dell'intero processo, che mantiene costante il controllo dei parametri biologici e con una disidratazione progressiva in più riprese mantiene vitale la stessa microflora anche nel pellet formato.
Le trafile, elemento fondamentale delle presse, sono state interamente rinnovate con la sensibile riduzione dei fori, consentendo un condizionamento ottimale del micropellet che rispetto alle precedenti produzioni ha acquisito, anche per un nuovo equilibrio nella formulazione delle matrici, una rinnovata consistenza e compattezza ottimale per la distribuzione in campo ed i processi di lento rilascio dei nutrienti.
PERFORMANCE DEL MICROPELLET
Il nuovo micropellet consente nuove interessanti performance:
- sensibile miglioramento nello stoccaggio con una forte diminuzione degli impaccamenti;
- uniforme distribuzione in campo: in questo senso sono state condotte numerose prove sia su un ampio ventaglio di spandiconcimi sia sugli apparati distributori del concime nelle seminatrici di precisione con:
• evidente il miglioramento della scorrevolezza in tramoggia
• più uniforme la distribuzione intesa come regolarità di impatti nel terreno.
In particolare nella concimazione localizzata il nuovo micropellet ha dimostrato regolarità di distribuzione in uscita e di collocazione in banda vicino al seme.
GRANULAZIONE
Una diversa linea di produzione fabbrica i prodotti granulari. Con un rivoluzionario processo industriale brevettato (UNIGRAN), unico per formulazioni di base e lavorazione, UNIMER è riuscita a produrre fertilizzanti organo-minerali con l’uso di componenti organiche umigene e proteiche, che mai prima d’ora nessuno era riuscito ad utilizzare nella forma granulare. Il risultato è stato quello di una linea di concimi organo-minerali (AVANTAGE) con gli elementi nutritivi minerali altamente protetti, contenuti di carbonio organico di eccezionale qualità e quantità, complessati in una forma granulare incredibilmente omogenea e scorrevole. Particolarmente adatto per le applicazioni di precisione, il granulo di UNIMER (UNIGRAN) è un prodotto che coniuga l’eccellenza agronomica con l’eccellenza fisica.